In che modo lavora un Cogeneratore?

Il Cogeneratore è costituito da due elementi, il Generatore, che a sua volta composto da motore e alternatore, e uno o più scambiatori di calore.

Teoricamente i gas di scarico emessi dal generatore e il liquido refrigerante, utilizzato per raffreddare il motore e tenerne la temperatura costante durante il funzionamento, sono già potenzialmente utilizzabili perché disponibili ad alte temperature. Ma in realtà non è possibile utilizzare direttamente questi fluidi in quanto essendo contaminati, sono nocivi.

Quindi il recupero termico avviene con scambiatori di calore installati sull’impianto dei fumi di scarico del generatore, e sul sistema di raffreddamento del motore. La scelta di recuperare da uno, o da entrambi, è determinata dal salto termico che si desidera ottenere e da altri fattori.

Lo scambiatore è installato in modo da intercettare i fumi di scarico. Questi ultimi cedono calore ad un altro fluido, sia esso aria, o acqua, o altri elementi allo stato liquido.

Gli scambiatori più comuni sono quelli a piastre e quelli a fascio tubiero. Nel primo, i fluidi a diversa temperatura scambiano il loro contenuto termico attraverso le superfici opportunamente disposte dello scambiatore, le piastre. Lo scambiatore a fascio tubiero invece è costituito da un fascio di tubi collocato all’interno di un ulteriore tubo, che funge da contenitore, detto mantello. I fluidi scorrono attraverso il lato mantello ed attraverso il lato fasci cedendo calore.

Quest’ultimo sistema è solitamente più apprezzato a motivo delle grandi superfici che si possono utilizzare per lo scambio termico.

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